Le Filiere

La filiera del frumento duro



La cooperativa sin dalla sua costituzione ha svolto una funzione di collegamento tra il mondo agricolo e l’industria di trasformazione del frumento duro (mulini e pastifici).

Oggi AGRICAMPANIA è inserita in un grande progetto di sviluppo della cerealicoltura meridionale e più specificamente campana; tale progetto ha come obiettivo prioritario quello di rendere possibile la coltivazione di grani duri di altissima qualità nelle nostre aree interne e far diventare la Campania un riferimento a livello nazionale per la produzione di granella di frumento duro di altissima qualità “GRANO DURO TOP QUALITY”. Agli imprenditori agricoli viene offerta la possibilità di coltivare alcuni dei genotipi più interessanti nel panorama varietale italiano: AUREO, SVEVO, NORMANNO e SARAGOLLA (le prime due varietà sono vincolate da un contratto di filiera con prezzo minimo garantito). Tutte le varietà sono supportate da attività di consulenza tecnica che nel caso delle varietà AUREO e SVEVO è sostenuta anche da un servizio web interattivo denominato granoduro.net.

La filiera delle leguminose



La cooperativa sta sperimentando la coltivazione di diversi legumi (cece, fagiolo, lenticchie, ecc.) in molte aree della Campania che coltivano esclusivamente frumento duro.

Il frumento duro permette di ridurre gli effetti negativi causati al terreno dalla coltivazione ripetuta del frumento duro (reingrano) e favorendo la salvaguardia ambientale e la realizzazione di produzioni di qualità. L'interesse che gli imprenditori agricoli stanno mostrando per la coltivazione di queste specie rappresenta un importante punto di partenza per realizzare una produzione di filiera il cui processo sia controllato e gestito in tutte le fasi della produzione (scelta varietale, agrotecnica, stoccaggio e trasporto) e in grado pertanto di soddisfare i bisogni e le attese dei consumatori per quanto riguarda la qualità organolettica e la sicurezza del prodotto.

La filiera dell' olio



In Italia attualmente sono censite 250 milioni di piante di ulivo (coltivate su una superficie di 1,2 milioni di ettari).

La produzione nazionale non riesce a coprire il fabbisogno di EVO nel nostro paese che nel 2015 è stato pari a oltre 600.000 tonnellate a cui vanno aggiunte le circa 400.000 tonnellate di olio esportato (quasi 118.000 tonnellate commercializzate negli Stati Uniti). Per far fronte a questo deficit produttivo nazionale e rilanciare l’olivicoltura il MIPAAF ha redatto il “Piano di settore olivicolo-oleario 2016” che indentifica 4 assi di intervento:
• Interventi sulla struttura produttiva finalizzati ad aumentare il potenziale produttivo nazionale del 25% (realizzazione di nuovi impianti o reimpianto di oliveti esistenti) ed abbassare i costi di produzione;
• Qualificazione del prodotto utilizzando sistemi di certificazione di qualità, tracciabilità e origine;
• Strutturazione della filiera, attraverso la costituzione di strutture verticali (cooperative, consorzi, OP, AOP, e soprattutto una forte organizzazione interprofessionale.) per rendere il sistema olivicolo italiano più competitivo e più reattivo alle dinamiche di mercato;
• Politica di comunicazione, realizzando specifiche campagne informative per elevare il grado di consapevolezza della qualità del prodotto “olio” nel momento del consumo.
La cooperativa ha fatto suo il piano olivicolo nazionale e nei prossimi 4 anni si è prefissa di strutturare una robusta filiera olearia che faccia della Campania una realtà a livello nazionale